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martedì 14 agosto 2012

They made a statue of us.



Era agosto, ti ho scritto un messaggio con le parole di questa canzone "they made a statue of us, and it's contagious"-giusto per avere la conferma un attimo prima di partire che in effetti non avresti capito niente una volta arrivati a Rotterdam- non sapevo bene neanche io in realtà che cosa volessi dire, mi sentivo solo perfettamente in armonia con quelle note, che sembravano uscire dai marciapiedi desolati, dalle aiuole illuminate dal sole gentile delle 9 del mattino, dai palazzi di quel vicolo di san giovanni, dalle mie valige accatastate in macchina, dall'ansia di partire - quella si che suonava come le note di quel pianoforte.

La riascolto adesso, in questa soffitta per folletti come noi e ancora una volta davanti a me ci sono quel marciapiede, quelle aiuole, quei palazzi, quel sole che sa ingannare, quelle valige...quell'ansia di partire mista ad una sottile sensazione di lasciare qualcosa di enorme bellezza.

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